“Non è vero che Eluana soffre, ma tra poco sì che soffrirà”

“Bisogna quantomeno aiutare la gente a capire quanto sta avvenendo e purtroppo forse avverrà. La gente che, ingannata dai luoghi comuni che circolano, dice: ‘Povera Eluana, è da troppi anni che soffre’. Invece no. Eluana adesso e per adesso non soffre, e anzi fino a ieri notte era accudita e curata amorevolmente".
14 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 08:33
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Sul piano culturale, prima ancora che politico e giuridico, c’è una battaglia di verità da continuare: “Prima di tutto, voglio dire che ciò che sta accadendo è al di fuori di ogni norma giuridica e di ogni logica. Se la magistratura intendeva costringerci, la regione e tutto il sistema sanitario della Lombardia, a partecipare a questo atto terribile, non c’è riuscita. Non siamo complici. Adesso Eluana Englaro è al di fuori del controllo del Sistema sanitario lombardo e anche nazionale. E’ stata sottratta alla cura dei medici ed è falso che ci sia stato un accordo di protocollo tra la sanità lombarda e quella friulana”.
Ma ancor più, è l’enormità giuridica e culturale che Formigoni vuole denunciare: “Ciò che sta accadendo è il risultato pratico di un ‘monstrum giuridico’. Siamo di fronte a una colossale invasione di campo della magistratura, che si è autoinvestita del compito di legiferare in una materia nella quale non esiste una legge votata dal Parlamento. E questa è una violazione costituzionale: non c’era nessuna legge da applicare”. Ma proprio questo dicono, i sostenitori della decisione della magistratura: che non c’è una legge… “Non c’è una legge, vorrei sottolineare, perché il Parlamento è libero e sovrano di legiferare come e quando vuole. E questo non significa affatto che ci sia un ‘vuoto giuridico’: significa che la responsabilità della cura e della decisione, in casi come questi, resta affidata ai medici. E non certo a giudici che invadono il campo decidendo al posto della legge. Ripeto, quello che è avvenuto è una mostruosità giuridica e costituzionale. E poi, se permette: per la prima volta nella storia italiana una sentenza di morte è stata decisa da un tribunale amministrativo”.
Anche il presidente Giorgio Napolitano, in queste ore, è intervenuto sottolineando la necessità di varare in fretta una legge sul testamento biologico. Cosa ne pensa? “Ci sono in Parlamento vari disegni di legge, e il Parlamento potrà decidere di legiferare. Ma io voglio ribadire un concetto, che è culturale prima ancora che politico: il Parlamento potrebbe anche scegliere diversamente e lasciare questo tipo di situazioni alla responsabilità del medico, esattamente come già avviene. Dove sarebbe il vuoto? In più, c’è una menzogna grave da smascherare: la legge sul testamento biologico che potrebbe essere varata non ha nulla a che vedere con la sentenza di eutanasia pronunciata contro Eluana Englaro. Nessun disegno di legge di quelli presentati, nemmeno il più estremista, ammette che si possano sospendere alimentazione e idratazione – cioè far morire atrocemente – a una persona in assenza, e sottolineo in assenza, di un suo consenso scritto e informato. Qui invece dei giudici si sono arrogati la libertà di applicare su una donna una legge che non c’è, e per di più con l’ipocrisia di invocare una norma che, qualora ci fosse, vieterebbe la loro stessa sentenza. Questo è un monstrum giuridico aberrante”.
Non è questione di sensibilità religiosa o meno, secondo Formigoni, ma l’Italia è di fronte a un fatto grave, mai avvenuto prima: “Quello cui stiamo assistendo è un tradimento, un autentico tradimento della grande storia civile, culturale, giuridica del nostro paese, che ha sempre tutelato la vita umana e la persona. E ovviamente è un tradimento anche del sentimento religioso e della pietà, ma è una mostruosità che riguarda tutti”. Non esserne complici, per Formigoni è importante, ma non basta.